Neg'Marron

2010
28 x 30 x 1 cm (con base in metallo: 28 x 60 x 19 cm) | 5 kg
Vetro fuso multistrato con inclusione di pigmenti, smaltatura

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Il termine “marrone” deriva dallo spagnolo cimarron, “vivere sulle vette”.
È una parola presa in prestito senza dubbio dagli Arawak, gli amerindi delle Indie occidentali. Si riferisce agli animali domestici che ritornano allo stato brado come il maiale.
Dal XVI secolo fu utilizzato per gli schiavi fuggitivi. Nelle Indie occidentali francesi, come in tutte le società schiaviste delle Indie occidentali, gli schiavi non accettarono mai la loro condizione e combatterono sempre, con ogni mezzo, contro i loro oppressori. Le forme di resistenza erano le più diverse: furto, sabotaggio, ironia... Alcuni dimostrarono addirittura tanta crudeltà e barbarie verso i padroni quanto i coloni verso gli schiavi.
Ma qui, nessuna aggressione, nessuna violenza. Eppure il bicchiere si impone, denso, intenso, profondo. Infatti, il sottile gioco tra l’assoluta opacità del marrone opaco e i tagli di un rosso schietto, così come il contrasto tra gli spigoli vivi dei contorni dell’opera e le protuberanze arrotondate dei lineamenti del volto, creano un difetto, spingendo a chiedersi:
essere malvagio o vittima?

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